A B C D E F
G H I J K L M 

Total read books on site:
more than 10 000

You can read its for free!


Text on one page: Few Medium Many
La nebbia persisteva ancora
fitta, immobile, quando potei distinguere a traverso di essa il
luccicore dell'alba, quando l'aurora sopraggiunse più luminosa, tra i
rumori della città che si destava.

E allorchè il sole, saettando i tiepidi raggi mattutini, cominciò a
fugare la nebbia e a risuscitare attorno a me la realtà delle cose, mi
parve che una risposta consolante mi risonasse dentro il cuore e che la
gentile figura di Fausta mi sorridesse, lassù, nella limpida e dorata
profondità del cielo, assentendo!




XII.


Il timore di mia madre, fortunatamente, era stato vano.

E così il più delizioso istante della mia vita fu quello in cui vidi
Fausta venirmi incontro e tendermi le mani con tale grazia e semplicità,
da rendere doppiamente gradita la incondizionata dedizione di tutta se
stessa.

Rimandammo il nostro viaggio di nozze a sei mesi dopo il matrimonio--la
mamma ci avrebbe accompagnati--e andammo a nasconderci nella villa dove
io avevo passato due anni della mia scialba fanciullezza.

Ma prima di far la richiesta e appena ricevuta l'approvazione di mia
madre, io avevo scrupolosamente adempito il programma con cui intendevo
prepararmi al grande atto.

Stavo bene; il mio organismo, con lo sviluppo dell'età, si era
rafforzato. Avevo conservate intatte, per via delle mie convinzioni e
delle circostanze, quelle forze che i giovani sogliono spensieratamente
disperdere quando più sarebbe dovere di risparmiarle.

Pure mi parve giusto interrogare un dottore.

Non si passa una misera fanciullezza senza che un'impressione non
rimanga da farci dubitare e sospettare che qualche mal germe possa,
insidiosamente, ancora annidarsi dentro di noi. Volevo essere sicuro.

Entrai con profonda trepidanza in quel gabinetto a cui gli strumenti per
l'esame dei malati davano l'apparenza di una stanza da tortura.

--Dottore, mi dica crudamente la verità!

--Che cosa vi sentite?

--Niente. La prego di esaminarmi.

Il celebre professore al quale mi rivolgevo era famoso per la ruvidezza
dei suoi modi; lo avevo scelto appunto per questo.

Mi avvolse con una larga occhiata indagatrice, scosse la folta
capellatura grigia un po' in disordine, e cominciò a interrogarmi
intorno ai miei genitori, alla mia fanciullezza, al genere di vita e di
studi da me fatti.

--Siete stato malato qualche volta?

--Seriamente, mai.

--Perchè dunque venite da me?

--Devo prender moglie. Non vorrei contribuire a mettere al mondo
creature imperfette; preferirei di rimanere scapolo.

Sorrise, maravigliato.

--Spogliatevi; vediamo.

Il cuore mi tremava sotto i picchi delle sue dita che mi scrutavano le
viscere quasi impazientemente, sotto l'impressione della sua gota
carnosa contro il mio petto e le mie spalle.

--Siete sano come un pesce; suol dirsi così,--egli sentenziò, rizzandosi
su la persona, soddisfatto.

E brutalmente soggiunse:

--Avete però avuto torto di astenervi.... Tutti i nostri organi hanno
bisogno di esercizio, perchè non si atrofizzino.... Siete in tempo di
riparare. Affrettatevi. La natura è immorale, caro signore. Essa ha
ordinato l'accoppiamento non il matrimonio. Il resto lo abbiamo
inventato noi e malamente. Non vi scandalizzate; la scienza rifarà anche
la morale e le leggi sociali, e saprà impedire che l'umanità perisca.
Voi, intanto, pensate un po' meno, e sentite un po' più. Ricordatevi che
l'uomo è pure un animale e che gli istinti hanno carattere sacro. I
pregiudizii della civiltà sono una grande abominazione.... Potete andar
via!...

Mi licenziò così.

In altra circostanza, io non avrei lasciato senza risposta le sue troppo
recise affermazioni; ma, in quel momento, che poteva importarmi di esse?
Ero felice di sapermi sano, e sorridevo allegramente dei consigli di lui
e della solenne serietà con cui mi erano stati dati.

Andavo, due giorni dopo, dal dottore del collegio dove Fausta era stata
educata. E pregavo anche lui:

--Mi dica crudamente la verità.

--È mio dovere,--rispose.--Ho curato la signorina tre anni fa, d'una
febbre che minacciava di trasformarsi in tifoidea; ma la crisi fu
superata. Delle piccole indisposizioni, comuni a tutte le giovinette
della sua età, non è da tener conto. Un po' di nervi, si sa....
Ormai!... La signorina Lenzi, secondo quel che può osar di affermare la
povera scienza medica attuale, è assai ben costituita per l'opera della
maternità. Ma sarebbe audacia imperdonabile il supporre che la Natura
non sia capace di scombussolare tutte le nostre previsioni, tutti i
nostri calcoli. Il laboratorio della generazione è ancora un mistero per
noi. Quali impercettibili e pure potentissime influenze producono le
anormalità organiche, le voglie, i mostri? Non ne sappiamo nulla. Germi,
trasmessi per lunga via ereditaria, si svolgono tutt'a un tratto, quando
già avremmo avuto ragione di crederli estinti. Influenze morali si
rivelano con fenomeni fisici; difetti fisici si traducono in fenomeni
così detti spirituali. Precauzioni? Fino a un certo punto. Parlo così
perchè.... non si sa mai!... E non vorrei che un giorno ella venisse a
dirmi: Mi ha ingannato! Nel caso della signorina Lenzi abbiamo quasi la
certezza assoluta. E questo deve mettere in pace la sua coscienza e la
mia. Sangue purissimo; si vede dal bel colorito della carnagione.
Costituzione solida, seno ampio, bacino ben modellato, da far prevedere
parti agevolissimi....

--Basta!--lo interruppi, un po' indignato di questi minuti particolari
che mi parevano sconvenienti anche in bocca di un medico.

E, tornato a casa lietissimo del resultato delle due inchieste, dissi
alla mamma:

--Ora tocca a te!

Avevo voluto vedere Fausta appena uscita di collegio.

La fotografia la calunniava, esagerando certe linee del viso,
togliendole l'espressione ordinaria con la fissità della posa. Il
ritoccatore, dandosi gran pena per levar via la bella modellatura delle
guance, con la buona intenzione di attenuare gli inevitabili contrasti
dei chiari a delle ombre, aveva compiuto la sfigurazione. Di quel che di
virile, di rigoglioso, che imprimeva un carattere alla fisionomia e a
tutta la persona di lei, non era rimasta traccia nel ritratto datomi da
Roberto.

Avevo osservato Fausta a lungo, non visto, in chiesa, e ne avevo
ricevuto una consolante impressione di energia, di salute, di
equilibrio. Niente di sensuale, di bassamente voluttuoso; ma una armonia
dolce e tranquilla di bellezza esteriore e psichica che non avrebbe mai
suscitato in nessuno furori di passione morbosa.

Il mio cuore infatti non ne era stato turbato, non aveva palpitato
insolitamente in quel primo incontro, nè dopo. Io ritrovavo in essa la
bella e ben costituita macchina di creazione che appunto ricercavo, e
non mi importava niente se in me o in lei mancasse qualcuno degli
accessori che dagli altri venivano strettamente reputati come cosa
principale.

--L'amore--pensavo--come lo concepiamo al dì d'oggi, ha caratteri
eccessivi. Abbiamo esagerato le insidie che vengono tese dalla Natura
per la conservazione della specie, dimenticando che esse sono simili
agli specchietti da allodole tremolanti e brillanti al sole per
attirarle sugli stecchi cosparsi di vischio, o sotto la rete. La Natura
è provvida, non fa sciupìo di forze. Essendo io disposto ad adempire
riflessivamente alle sue leggi, il sentimento e l'immaginazione non
hanno nessuna ragione di operare in me per allettarmi. Ecco perchè il
mio cuore rimane tranquillo.

Fui commosso però il giorno della presentazione, allorchè me la vidi
venire incontro tendendomi le mani con atto di gentile sincerità, dopo
di avere abbracciato affettuosamente mia madre.

--Io la ringrazio!--disse.--E farò ogni sforzo per mostrarmi degna della
preferenza che mi ha usata. Mio fratello mi ha parlato tante volte di
lei. Roberto le vuol bene. Ella non è ignoto per me.

Non ricordo quel che risposi; poche e imbarazzate parole certamente.

Fausta aveva una prontezza di spirito che mi maravigliava; un senno
pratico e indulgente che faceva contrasto con la sua età. Di giorno in
giorno, durante i rapidi preparativi delle nozze, mi stupivo di scoprire
in lei tale limpida ed esatta conoscenza della vita, quale non credevo
potesse acquistarsi vivendo segregati in collegio, come ella era vissuta
otto anni, e in un collegio diretto da suore, quasi monastero.

--Tanto meglio!--mi rallegravo.--Non entrerà ignara, con poetiche
illusioni, nella nuova condizione sociale. Sarà ben armata contro le
delusioni e le sventure.

Una sera, qualche settimana prima delle nozze, mia madre ed io, dopo di
aver desinato in casa Lenzi con la più affettuosa intimità, eravamo
usciti a prendere il caffè nella terrazza che rispondeva sul giardino,
come il padrone del casamento chiamava, con qualche enfasi, i pochi
metri quadrati, ornati di tre o quattro alberi frondosi, di una siepe di
bosso torno torno, e di una aiuola centrale che secondava le sinuosità
degli stretti viali.

Mi ero appoggiato alla ringhiera fumando una sigaretta. Roberto
discorreva con le signore, facendole ridere a furia di stranezze e di
aneddoti raccontati con la sua solita prodigalità di parole e di gesti.

Fausta, che stava ad ascoltare ridendo anch'essa, dovette credere che io
avessi udito quel che Roberto diceva in quel momento, giacchè venne a
mettersi al mio fianco per rassicurarmi:

--Oh, non dubitare! Non sarò mai gelosa del tuo passato.

--Non c'è di che--risposi, senza domandarle per quale ragione fosse
venuta a dirmi questo.

--Tutti gli uomini,--ella riprese,--affermano così, sul punto di
sposare. È un'ipocrisia che ormai non inganna nessuna ragazza. Potreste
farne a meno. Se io fossi un uomo, sarei più sincero.

--Sono sincerissimo.

--No, non mentire. Si capisce; la vita di un giovanotto è molto diversa
da quella di una di noi. Forse dev'essere così; almeno è convenuto--la
legge l'avete fatta voi--che debba essere così.

--Ma chi ti ha detto queste sciocchezze?

--Non mi cedere un'ingenua, una puppattola. In collegio apprendiamo
tante cose. E poi, abbiamo occhi per vedere, orecchie per udire. Non ti
dispiacerà se parlo in questo modo.

--Niente affatto.

--Mi basta che tu sappi che per me il tuo passato non esiste.



Pages: | Prev | | 1 | | 2 | | 3 | | 4 | | 5 | | 6 | | 7 | | 8 | | 9 | | 10 | | 11 | | 12 | | 13 | | 14 | | 15 | | 16 | | 17 | | 18 | | 19 | | 20 | | 21 | | 22 | | 23 | | 24 | | 25 | | 26 | | 27 | | 28 | | 29 | | 30 | | 31 | | 32 | | 33 | | 34 | | 35 | | Next |

N O P Q R S T
U V W X Y Z 

Your last read book:

You dont read books at this site.